Il testo si sviluppa come un’approfondita ed energica analisi dello stato di salute dell’economia italiana, colpita da un declino strutturale iniziato a metà degli anni Novanta. Lontano dal provincialismo e dalle scorciatoie retoriche dei mass media — che descrivono i mercati globali unicamente come una minaccia o come un modello irraggiungibile —, gli autori studiano le cause reali della perdita di competitività del Paese. De Benedetti e Rampini evidenziano le profonde lacune del sistema, individuando i problemi in una scuola non all’altezza delle sfide contemporanee, nella cronica carenza di investimenti in ricerca e sviluppo, nell’inefficienza del sistema bancario e nell’ottusità delle barriere burocratiche. La metafora delle “centomila punture di spillo” rappresenta proprio l’insieme di riforme microeconomiche e di piccoli, diffusi ma radicali interventi liberalizzatori e ammodernamenti strutturali che lo Stato dovrebbe attuare. Solo attraverso questa terapia d’urto, mirata a valorizzare le risorse umane e l’innovazione, l’Italia può sperare di ritrovare il proprio “morale” collettivo e tornare a correre nello scenario della globalizzazione.
Saggistica
CENTOMILA PUNTURE DI SPILLO
3,00€
Autori: Carlo De Benedetti, Federico Rampini (con Francesco Daveri)
Editore: Mondadori
Collana: Strade blu. Non Fiction
Anno di pubblicazione: 2008 (Prima edizione)
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