Descrizione
“Mi rimaneva ancora il mio tamburo. E mi rimaneva anche la voce. A cui sono noti i miei successi col vetro, difficilmente essa potrà offrire qualcosa di nuovo, potrà quindi annoiare moti voi che amano la varietà. Ma per me la voce di Oskar, oltre al tamburo, era sempre una valida prova della mia esistenza; giacché fino a quando la mia voce era in grado di frantumare il vetro io esistevo, fino a quando il mio ben mirato respiro mozzava il respiro al vetro, in me c’era ancora vita”. Ex nazista, leader del Gruppo 47, premio Nobel nel 1999 ha scritto l’allegoria più sconvolgente dell’ascesa del nazismo attraverso gli occhi di un bambino dell’alta borghesia.





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