Descrizione
“Fui sopraffatto dalla consapevolezza del patetico destino dell’uomo, del terribile significato della sua presenza. Il deserto era come il bianco animale paziente, in attesa che gli uomini morissero e le civiltà vacillassero come fiammelle, prima di spegnersi del tutto. Intuii allora il coraggio dell’umanità e fui contento di farne parte. Il male del mondo era più tale, ma diventava ai miei occhi un mezzo indispensabile per tenere lontano il deserto”. Ora ironico, ora veramente comico, ora lirico e tenero questo è il capolavoro di John Fante che nel 139 lo fece conoscere al grande pubblico. Tuttavia solo la sua morte lo consacrò come uno dei massimi interpreti della narrativa statunitense del XX° secolo.






Ci tengo alla pelliccia, io!
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