Descrizione
“Per i contadini, lo Stato è più lontano del cielo, e più maligno, perché sta sempre dall’altra parte. Non importa quali che siano le sue formule politiche, la sua struttura, i suoi programmi. I contadini non i capiscono, perché è un altro linguaggio dal loro, e non c’è davvero ragione perché li vogliono capire. La sola possibile difesa, contro lo Stato e contro la propaganda, è la rassegnazione, la stessa cupa rassegnazione, senza speranza di paradiso, che curva le loro schiene sotto i mali della natura”. Nel 1979 Gian Maria Volontè nel film neorealista di Rosi interpretò lo scrittore lucano comunista antifascista nella più dirompente denuncia del devastante connubio del potere economico, politico e religioso che ha oppresso la Basilicata durante il fascismo proiettandosi nel primo dopoguerra, nonostante la lotta partigiana. Le pagine del romanzo di Levi sono la sceneggiatura del film portentoso affresco di impegno sociale e politico alla ricerca del riscatto dei dannati della Terra.





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