Pubblicato nel 1961, Il disertore di Giuseppe Dessì è ambientato a Cuadu, in Sardegna, durante la nascita del fascismo. Al centro della vicenda c’è Mariangela Eca, una povera contadina che ha perso due figli nella Grande Guerra. [1, 2, 3]
La donna dona tutti i suoi risparmi per erigere un monumento ai caduti, superando persino i ricchi possidenti locali. Questo gesto eclatante nasconde però un segreto drammatico: uno dei figli, Saverio, non è morto in battaglia, ma ha disertato ed è rimasto nascosto per anni in montagna, protetto dalla madre e dal parroco don Coi, fino alla morte per malattia. Il denaro serve in realtà a inserire il suo nome tra i caduti per riabilitarne la memoria ed evitargli il disonore eterno






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