Descrizione
Opera teatrale scritta nel periodo parigino del commediografo veneziano nel 1764, su richiesta di produrre un testo sulla commedia dell’arte italiana. Storicamente è stato un testo che ha goduto di una fortuna ambigua: l’abilità drammaturgica con cui Goldoni regola i movimenti dei personaggi come in una sorta di congegno a orologeria, ha fatto di questa commedia una delle opere più frequentate dalle compagnie teatrali otto e novecentesche e uno dei testi favoriti dell’editoria scolastica; ma la critica letteraria, pur ammirando la sapienza magistrale con cui l’autore sviluppa l’azione, si è fatta ingannare a lungo dall’apparente disimpegno di questo lavoro e lo ha considerato minore se non spurio, uno scherzo privo dello spessore ideologico della restante produzione dell’autore. Ad un esame più circostanziato e documentato questa commedia rivela a una lettura più attenta di essere un manifesto del pensiero del veneziano, intessuto da una crescente sfiducia nella capacità della ragione di regolare i rapporti umani.





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