“Finché morte non ci separi” è il settimo romanzo giallo della scrittrice svedese Liza Marklund, con protagonista la celebre giornalista d’assalto Annika Bengtzon.
Il delitto e le accuse
La storia si apre a Stoccolma con un crimine brutale che scuote l’opinione pubblica e le forze dell’ordine: il commissario di polizia David Lindholm, considerato da tutti un eroe nazionale senza macchia, viene trovato morto nel suo letto, ucciso da due colpi di pistola (uno alla testa e uno al ventre). Sul luogo del delitto la polizia trova la moglie dell’uomo, Julia, in evidente stato di shock all’interno del bagno. Il dramma si infittisce perché Alexander, il figlio di quattro anni della coppia, è misteriosamente scomparso.
La polizia e i media concentrano immediatamente i propri sospetti su Julia. L’ipotesi principale degli inquirenti è quella di un omicidio per gelosia o di un crollo psicologico della donna, che viene perciò arrestata e accusata del delitto.
L’indagine di Annika Bengtzon
La giornalista Annika Bengtzon, appena rientrata a pieno ritmo nella redazione della Stampa della sera dopo essere sopravvissuta al drammatico incendio della propria casa, viene incaricata di seguire il caso. Fin da subito, Annika intuisce che la tesi ufficiale della polizia è fin troppo semplice e che le indagini stanno seguendo una pista sbagliata.
Spinta da un profondo senso di giustizia, ma anche da una forte identificazione personale con Julia (vedendo in lei il riflesso di una donna tradita e isolata), Annika scava a fondo nella vita privata della vittima.
Il segreto della vittima
L’indagine giornalistica distrugge rapidamente la facciata pubblica di David Lindholm. Sotto la maschera del poliziotto modello si nascondeva in realtà un uomo violento, corrotto e con forti legami con la criminalità organizzata di Stoccolma. Annika scopre che Lindholm era coinvolto in un torbido giro di abusi di potere, ricatti e segreti che molti suoi colleghi all’interno del dipartimento di polizia cercavano disperatamente di insabbiare per proteggere la reputazione del corpo.
Il finale e la risoluzione
La verità dietro l’omicidio si rivela molto più complessa di un semplice dramma familiare. Annika riesce a dimostrare l’innocenza di Julia, portando alla luce i veri responsabili legati alla malavita e alla corruzione dei colletti bianchi. La risoluzione del caso permette non solo di scagionare la donna, ma conduce anche al ritrovamento del piccolo Alexander, ponendo fine all’incubo del rapimento.
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