Descrizione
«Quanto illustre ti voglio! M’accingo a formare con un libro nano un uomo gigante, e con brevi periodi immortali imprese. Creare un uomo superiore è miracolosa perfezione; e poiché costui non sarà sovrano per natura ma per le sue doti, questo è un pregio. […] Avrai qui non una ragione politica né una ragione economica, ma una ragion di stato di te medesimo, una bussola per navigare verso l’eccellenza, un’arte di essere illustre con poche regole di saggezza». Gracián (Belmonte de Calatayud 1601 – Tarragona 1658) fu un uomo di grande erudizione, pensatore, saggista, predicatore, gesuita in conflitto con i gesuiti, nella sua opera di prosa didattica e filosofia morale cercò di disegnare il ritratto dell’uomo ideale del suo tempo, in polemica con Saavedra Fajardo e con il Quevedo trattatista (entrambi paladini di una universalità cattolica e controriformista), dando un nuovo significato alla condotta morale e politica e sviluppando l’insegnamento rinascimentale di Machiavelli e di Castiglione. Il suo concetto di «prudenza» e quello di «acutezza» sono alla base dei suoi libri, scritti in una lingua duttile e concisa.
Titolo: L’eroe
Autore: Baltasar Gracián
Traduzione e introduzione: Antonio Gasparetti
Editore: Edizioni paoline
Tipologia: rilegato
Anno pubblicazione: 1962
Pagine: 112
Genere: saggistica, filosofia, politica





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