Descrizione
La modalità esistenziale dell’avere, incentrata sulla brama di possesso di oggetti e di potere, sull’egoismo, lo spreco, l’avidità e la violenza viene opposta alla modalità esistenziale dell’essere, basata sull’amore, la gioia di condividere, l’attività autenticamente produttiva e creativa della quale hanno parlato i grandi maestri di vista e di pensiero, da Gesù a Buddha, da Tomaso d’Aquino a Spinoza e Maestro Eckhart, a Marx e Albert Schweitzer. Questo inesauribile conflitto domina la storia umana e il mondo contemporaneo protandolo sull’orlo della catastrofe. La grande illusione che il progresso illimitato industriale e tecnologico possa portare la felicità a tutti, attraverso la soddisfazione di tutti i desideri, ristabilendo la pace sociale e l’armonia con la natura, devastata dall’uomo è stata archiviata dallo scoppio dell’atomica a Hiroshima e Nagasaki. L’uomo moderno è divenuto un ingranaggio di una immensa macchina burocratica, alienato da se e dal suo ambiente, manipolato dall’industria dei consumi, dai mass-media e dai governi, psicologicamente fragile depresso angosciato ed isolato, schiavo di impulsi distruttivi. Lo studioso ebreo psicanalista tedesco, pezzo da novanta della scuola di Francoforte con Adorno, Horkheimer e Marcuse, antesignano del pensiero positivo e della Programmazione Neurolinguistica, profeta del movimento studentesco degli anni 60 e dei moti rivoluzionari dell’estrema sinistra europea degli anni 70, fornisce la sua ricetta per costruire una nuova etica e la possibilità di un diverso rapporto tra umanità, natura e società. Senza Fromm, Veltroni, Fazio, Pairetti, Jovanotti e Renzi non sarebbero mai divenuti personaggi pubblici.





Vita eterna?
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